1. I sopravvissuti di Atlantide - 2

    La Sindrome di Cassandra

    “Non funzionerà. Non interesserà a nessuno.”

    “Perché? A me interesserebbe!”

    “Testiamolo. Vediamo se è così per il nostro utente.”

    “Non ci sono i soldi per un test…”

    “Quando, nel 1998…”

    “Ma non siamo più nel ‘98! I computer sono più potenti, c’è la banda larga, allora accedevano solo quattro radicali, adesso è un mezzo diffuso!”

    “Sì, ma l’interesse delle persone è sempre attratto da cose rilevanti per loro, qualunque sia la risoluzione del loro monitor…”

    Quante volte si ripete questo genere di conversazioni? Sono inutili. I sopravvissuti non hanno diritto di sapere, la consapevolezza ostacola i processi. La loro esperienza, legata a un momento storico caratterizzato dal fallimento di un sistema (anche se il fallimento è stato finanziario, non tecnologico) fa di loro delle eterne Cassandra, il personaggio del poema epico che vedeva il futuro, ma era condannata a non essere ascoltata.

    I sopravvissuti sono destinati a non poter influire sugli eventi futuri come potrebbero, sono condannati ad assistere al verificarsi di problemi che già hanno incontrato, senza poter intervenire.

    Per questo soffrono della Sindrome di Cassandra, che li spinge comunque a mettere in guardia, istruire e avvertire le persone che si trovano intorno, non necessariamente più giovani, ma ignare di quello che è accaduto.

    Sapendo che questo sarà, nella maggior parte dei casi, inutile.