1. Cartelli Italiani

    Fine Limite 70

    Qualche anno fa il Comune di Milano ha deciso di migliorare la sicurezza del passaggio sopraelevato chiamato comunemente “Ponte della Ghisolfa” (i milanesi DOC vi diranno che si chiama cavalcavia Bacula, il ponte è solo il primo pezzo) installando diverse telecamere lungo il percorso per garantire il rispetto del limite di 70 km/h imposto sul ponte. Trattandosi di un punto nevralgico della città, e di uno dei pochi punti in cui è possibile superare la ferrovia che taglia quella che un tempo era una zona periferica ma è ora pieno centro urbano, è sembrato che quel limite fosse adeguato ad una strada urbana di veloce percorrenza, senza incroci e passaggi pedonali.

    Peccato però che a questa lodevole iniziativa (che causa situazioni anche paradossali, in cui chi procede a 70 km/h supera chi sta viaggiando a 68 con un ritmo da spaghetti western, avendo il tempo di guardare negli occhi l’altro automobilista come in un duello che dura attimi interminabili) termini in una nota che a me risulta stonata.

    Esistono due uscite dal cavalcavia, alla fine delle quali appare il cartello di “fine del limite di 70 km/h”. Quindi, gli automobilisti possono dimenticare il limite e magari con una bella accelerata recuperare il tempo perduto (a Milano tutti sono sempre in ritardo), … no? No! Sbagliato. Trattandosi di centro urbano, i manuali ci insegnano che all’uscita del cavalcavia ci si immette in una strada in cui il limite è 50 km/h.

    Non sono un esperto di segnaletica, dopo l’esame della patente non ho passato molto tempo a ripassare il codice della strada, ma se dopo un limite ne inizia uno inferiore, io mi aspetterei di vedere un cartello di “inizio limite 50 km/h”.

    Quindi trovo fuorviante e pericoloso un cartello, e secondo me è pure fuori legge, il cui effetto è esattamente l’opposto del motivo per il quale sono stati stabiliti i limiti (e spesi i soldi) per le telecamere sul cavalcavia.

Notes