Copyright digitale
Tema: il copyright sui contenuti digitali.
Intervista a Gianmaria Donà dalle Rose su YouMark
Sono più di dieci anni che propongo al vento la mia visione per la soluzione del problema, solo che non avendo mai come interlocutori le persone che potrebbero fare qualcosa, nessuno mi ha mai detto se è una boiata.
Io penso che se il prezzo delle royalty sui contenuti da riconoscere ad autori e editori fosse una percentuale fissa da pagare come addendum sulla connettività, l’esazione non sarebbe più IL problema come è adesso.
D’altra parte, per le radio non funziona forse così (chi ne sa di più commenti)?
La radio, o almeno alcune radio, credo, pagano una cifra a forfait, e poi compilano un “borderò” in cui indicano quali brani sono stati eseguiti, e il denaro viene distribuito di conseguenza (o no… ma qua entriamo nei meandri della SIAE).
Lo stesso potrebbe fare Fastweb, o Infostrada, Wind, H3G… far pagare in una quota a forfait la maggior parte dei diritti su contenuti.
Obiezioni:
- Come fare a capire quali contenuti vengono scaricati?
Ma dai, siamo nel web 2.0! Si può, si può. E comunque, se anche non si capisce perfettamente, è sempre meglio che niente, o quasi niente, come ora. - Non c’è proporzione fra la quota che l’utente medio sarebbe disposto a pagare e quella che coprirebbe i diritti.
Intanto, ci potrebbe essere un tetto superato il quale si va a contenuto e il forfait non copre più (come per la connettività stessa).
Inoltre, questo significherebbe solo che l’industria si deve svegliare. Produrre contenuti non è più “difficile” come in passato: strumenti, referenze e abilità media hanno raggiunto un livello di accesso molto diverso che in passato. Ieri per uno Chopin che scriveva valzer c’erano cento contadini che zappavano la terra fino alla morte (magari canticchiando melodie originalissime che però sono andate perdute). Oggi, i cento contadini, la sera, vanno a casa e con Garageband incidono un brano che poi mettono su MySpace. Lo stesso paragone si può fare con lo scrivere, il produrre contenuti video, ecc. Quindi… forse il prezzo dell’ingegno si è “abbassato”. Maggiore offerta, prezzi più bassi. C’è da dire che anche il pubblico si è allargato (i contadini del delta del Mekong oggi possono ascoltare i brani dei contadini della bassa Padana… ammesso che esistano): quindi i guadagni potrebbero rimanere gli stessi.
All’industria calcolare il prezzo giusto.